Siamo due delle sette parrocchie del decanato Barona.

La nostra storia la puoi leggere cliccando sulla pagina "le nostre chiese", oppure puoi venire ad ascoltarla personalmente dal racconto dei più anziani.
Dal 1 settembre 2005 questa storia ha conosciuto una svolta che implica indubbiamente un cambio di mentalità ma anche un allargamento del nostro cuore.
Dopo 10 anni era giunto per l’UPG BernieBono - Unità di Pastorale Giovanile S. Bernardetta e S. Giovanni Bono - il tempo della "revisione".
Di solito le revisioni si programmano e a dire il vero ci si era messi su questa strada già da qualche anno, ma primo, lo Spirito Santo ha dei tempi che non sono i nostri; secondo, la libertà dell’uomo pure, e terzo, quando si ha a che fare con l’opera più grande di Dio che è l’uomo i programmi sono sempre sorprendentemente poco prevedibili.
Sta di fatto che questa revisione ci ha ridato un "motore", anzi un bimotore con una potenza la cui unità di misura, come in tutte le cose che riguardano la Buona Notizia di Gesù, non sono i "cavalli" ma gli "asini", perché questa è l’unità di misura del Vangelo.
Il bimotore ha un nome:
Unità Pastorale S. Bernardetta e S. Giovanni Bono alla Barona
Questa nuova realtà è il frutto di un lavoro di Chiesa sotto la guida dell’Arcivescovo che dura da alcuni anni, da quando nel ’97 in diocesi di Milano (dopo diversi tentativi pionieristici) si è cominciato a prendere seriamente in considerazione la "Questione Parrocchia", soprattutto mossi dal desiderio di una chiesa sempre più simile alla comunità delle origini, ma anche per il calo delle ordinazioni sacerdotali.
Il nostro Vicario Generale, Mons. Carlo Redaelli scrive.
Lo slancio missionario a cui la nostra Diocesi e le nostre parrocchie sono chiamate in questo momento storico della Chiesa ambrosiana sottolinea "l’urgenza e la necessità di una strategia pastorale nuova" (Mi sarete testimoni n.35) che richiede, oltre a un lavoro di educazione a una rinnovata coscienza missionaria, "l’impegno – sostenuto dalla fantasia e dall’audacia di cui lo Spirito Santo non priva mai la sua Chiesa – di trovare strade nuove, di tentare iniziative inedite, di mettere in atto sperimentazioni studiate e realizzate nel segno della saggezza, della comunione e del coraggio" (Mi sarete testimoni n.37)
Le scelte che oggi stiamo maturando non sono quindi una "ritirata strategica" a fronte delle difficoltà e del venir meno delle forze, né un qualche ingegnoso artificio istituzionale per mantenere le posizioni, ma il prendere occasione – su impulso dello Spirito – da condizioni problematiche e di sofferenza per rinnovare uno slancio evangelizzatore.
La sfida che ci è posta davanti è quella di intrecciare in una sintesi nuova e convincente alcuni fattori:
- un rinnovato e autentico slancio missionario in un mondo che cambia;
- una pastorale d’insieme che investa in maniera adeguata e articolata tutti i diversi livelli della cura pastorale;
- una crescita armonica e promettente di nuove ministerialità viste non come supplenza alla carenza dei sacerdoti, ma anzitutto come possibilità di sviluppare attenzioni pastorali nuove e come stimolo per l’incremento di una ministerialità articolata e diffusa;
- una figura del presbitero più missionaria, più libera da schemi tradizionali di esercizio del ministero e più disponibile a una pastorale d’insieme;
- un presbiterio più fraterno, con forme concrete di vita condivisa, all’interno di una più intensa comunione con coloro che in diversa misura hanno il carico della cura pastorale di una comunità e vi partecipano con il loro specifico contributo.
Non sarà un cammino semplice, ma sarà sicuramente bello!
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Ultimo aggiornamento ( venerd́ 09 marzo 2007 )
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